Come funzionano gli ittiturismi? E i pescaturismi? Due attività diverse accomunate da molti elementi, con grandi potenzialità di sviluppo e di positive ricadute per il settore della pesca, che in Italia sono già oggetto di una precisa regolamentazione al contrario della vicina Slovenia. Proprio per questa ragione, ieri, una ventina di operatori della pesca sloveni, tra cui referenti ministeriali del Dipartimento per la pesca, consulenti del settore all’Università di Lubiana e rappresentanti dei comuni di Capodistria, Isola e Pirano, sono venuti in visita a Trieste per acquisire conoscenze e buone prassi sulla gestione di queste specifiche strutture turistiche.

Al gruppo sono stati presentati i risultati di uno studio sul pescaturismo realizzato da Aries avvalendosi del supporto tecnico di WWF Oasi – Riserva marina di Miramare, nell’ambito del progetto “Enjoy Tour” (www.enjoytour.eu) finanziato dal programma europeo di cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia, che punta allo scambio di esperienze e conoscenze fra paesi vicini. Lo studio ha fatto emergere, per esempio, la specificità, gli aspetti normativi e le criticità di cui tener conto per sviluppare questa attività. Cosa distingue quindi un ittitusimo da un pescaturismo? Il primo è una struttura ricettiva, paragonabile all’agriturismo, che offre ai propri avventori il pesce “pescato in casa”. Pescaturismo è, invece, l’attività del pescatore che accoglie sulla propria barca i clienti, insegna loro a pescare e poi cucina a bordo il pescato. Un’attività, si può intuire, che per esser svolta deve tener conto di numerosi vincoli normativi, specie riguardanti la sicurezza.

Alla presentazione dei risultati dello studio, avvenuta nella sede della Riserva Marina di Miramare, ha fatto seguito una visita al Villaggio del Pescatore per incontrare un mitilicoltore che potesse raccontare la propria esperienza, avendo già iniziato questa attività.